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Autore

PERONI CARLO

Carlo Peroni, noto anche con lo pseudonimo di Perogatt, è stato un disegnatore italiano, uno dei decani del panorama del fumetto in Italia. Nel 1948 inizia la carriera nel mondo del fumetto collaborando con Il Giornalino. Negli anni Cinquanta Peroni lavora nel cinema d'animazione, realizzando cortometraggi per una TV statunitense e a Cinecittà per la realizzazione di effetti speciali, modellini, scenografie e titoli di testa per kolossal mitologici. Collabora anche con la RAI per alcuni programmi TV e testate della ERI, Edizioni Rai. Negli anni Sessanta lavora con agenzie e case di produzione come la Gamma Film e la Pagot Film per Carosello e collabora a Topolino e Pecos Bill. Suoi i disegni, tra le tante cose, di "Dentiera di Sangue", episodio di Diabulik, esilarante parodia di Diabolik realizzata da Mario Gomboli e Alfredo Castelli. Nel 1968 Peroni fonda con Alfredo Castelli Tilt, la prima rivista "demenziale" in Italia, nel 1969 Zio Boris, la seconda "striscia" uscita in Italia (dopo le Sturmtruppen di Bonvi). Negli anni Settanta collabora con Horror, Cucciolo, Tiramolla, Corriere dei Piccoli, Guerin Sportivo, cura il mensile Psyco. Realizza per la Plasmon la campagna pubblicitaria incentrata su Asterix (fumetti, giochi, poster, trasferibili) e per la Parmalat quella con Paciocco (magliette, figurine, pupazzi, film a tecnica mista). Negli anni 1991 crea L'Ispettore Perogatt per Il Giornalino. Sempre per Il Giornalino è dal 1992 uno dei disegnatori italiani dietro i fumetti di Hanna-Barbera (Gli Antenati, Hanna-Barbera Bazar, Dastardly & Muttley). Scompare nel 2011 all'età di 82 anni.

Libri dell'autore

TILT

23.90

Nel 1968 tre autori quasi esordienti (Marco Baratelli, Alfredo Castelli e Mario Gomboli), insieme a un veterano del fumetto, Carlo Peroni, diedero vita a Tilt, una rivista umoristica autoprodotta ispirata all’americana Mad. Tilt uscì per soli due numeri, eppure, lungi dall’essere dimenticata, generò un piccolo “cult” ed è regolarmente citata nelle opere sul fumetto italiano. Tutto questo e molto altro ancora lo potete leggere nella presentazione di questo volume, che ripropone in quasi-anastatica quei due albi mai più ristampati da oltre cinquant’anni. L’esperimento sociologico che ci interessa compiere è il seguente: può un lettore di oggi sorridere e apprezzare battute scritte più di mezzo secolo fa e ispirate da personaggi in gran parte dimenticati? Noi scommettiamo di sì, ma se le cose andranno diversamente, ammetteremo con lealtà la sconfitta. Saremo un po’ dispiaciuti per avervi fatto spendere inutilmente del denaro, ma riusciremo a farcene una ragione.

VAN HELSINGIl detective del soprannaturale

29.90

A trasformare il Dottor Abraham Van Helsing in un personaggio ricorrente non fu un autore anglosassone, ma una coppia di giovani sceneggiatori italiani, Alfredo Castelli e Marco Baratelli. Nel 1970 ne fecero per primi il protagonista di una breve serie a fumetti disegnata con un insolito approccio grafico dal veterano Carlo Peroni. Fu solamente un caso, ma, dopo quelle storie (qui raccolte in una elegante edizione di pregio), molti altri Van Helsing finirono al centro di produzioni realizzate per vari media dando l’avvio a un nuovo filone orrorifico.