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Autore

CASTELLI ALFREDO

Alfredo Castelli nel 1965 crea con Paolo Sala la prima fanzine fumettistica italiana, Comics Club 104. Nello stesso anno esordisce come soggettista e disegnatore di Scheletrino, pubblicato in appendice agli albi di Diabolik, e negli anni successivi scrive anche per diverse altre testate, tra cui Pedrito el Drito, Topolino e Tiramolla. Nel 1968 è autore del giornale satirico Tilt e dall'anno successivo dirige insieme a Pier Carpi il mensile Horror, realizzando la striscia di Zio Boris e vari racconti autoconclusivi. In seguito è stato redattore e autore per varie riviste: Corriere dei Ragazzi, Il Giornalino, Supergulp!, Eureka e Magic Boy. Collabora con la Sergio Bonelli Editore dal 1971. Nel 1982 crea Martin Mystère, dalla cui costola nascono L'Almanacco del Mistero nel 1987 e Zona X nel 1992.

Libri dell'autore

SUPERNATURALRacconti Oscuri

Disponibile da MAGGIO 2022

Dal grottesco all’horror, dal romanticismo al pulp, dall’incubo allo humour, passando per il thriller e l’autobiografia. Sono molteplici le facce del soprannaturale che troverete in questo libro. Un vero e proprio festival oscuro, composto da 16 racconti inediti creati dalla macabra immaginazione di alcuni dei più celebri scrittori contemporanei di genere dark italiani e americani. 16 autori tra i più visionari del nostro tempo, radicali narratori della zona d’ombra, moderni maestri indiscutibili del terrore e profondi indagatori dell’animo umano. 16 favole nere, ricche di colpi di scena, capaci di risvegliare nel lettore le sue paure ancestrali. 16 storie inquietanti, unite tutte da un sottile filo rosso: la presenza incombente di un destino beffardo e ineluttabile, a volte tragico, ma più spesso soltanto assurdo e senza scopo, con i suoi protagonisti involontari, come marionette danzanti, vittime inconsapevolmente designate. Perché tutti noi, ogni giorno, senza saperlo, calchiamo il palcoscenico della vita. E della morte.

TILT

23.90

Nel 1968 tre autori quasi esordienti (Marco Baratelli, Alfredo Castelli e Mario Gomboli), insieme a un veterano del fumetto, Carlo Peroni, diedero vita a Tilt, una rivista umoristica autoprodotta ispirata all’americana Mad. Tilt uscì per soli due numeri, eppure, lungi dall’essere dimenticata, generò un piccolo “cult” ed è regolarmente citata nelle opere sul fumetto italiano. Tutto questo e molto altro ancora lo potete leggere nella presentazione di questo volume, che ripropone in quasi-anastatica quei due albi mai più ristampati da oltre cinquant’anni. L’esperimento sociologico che ci interessa compiere è il seguente: può un lettore di oggi sorridere e apprezzare battute scritte più di mezzo secolo fa e ispirate da personaggi in gran parte dimenticati? Noi scommettiamo di sì, ma se le cose andranno diversamente, ammetteremo con lealtà la sconfitta. Saremo un po’ dispiaciuti per avervi fatto spendere inutilmente del denaro, ma riusciremo a farcene una ragione.

VAN HELSINGIl detective del soprannaturale

29.90

A trasformare il Dottor Abraham Van Helsing in un personaggio ricorrente non fu un autore anglosassone, ma una coppia di giovani sceneggiatori italiani, Alfredo Castelli e Marco Baratelli. Nel 1970 ne fecero per primi il protagonista di una breve serie a fumetti disegnata con un insolito approccio grafico dal veterano Carlo Peroni. Fu solamente un caso, ma, dopo quelle storie (qui raccolte in una elegante edizione di pregio), molti altri Van Helsing finirono al centro di produzioni realizzate per vari media dando l’avvio a un nuovo filone orrorifico.

IL CARCIOFO NAZIONALENon vedo cosa ci sia da ridere!

19.90

Questo volume contiene anche la dichiarazione consensuale da far firmare alla donna con cui si esce perché accetti il nostro corteggiamento senza scambiarlo per molestie sessuali. C’è la rubrica “Lombroso aveva ragione”. C’è un sacco di altro materiale, quale quello delle “Riviste Impossibili”, tra cui spiccano “Unopiù” (parodia di Duepiù, ma riservata agli onanisti), “Prayboy” (un Playboy per preti) e “La zuppina italiana” (La cucina italiana fatta per chi mangia scatolette). Il tutto realizzato da Alfredo Castelli anche con la complicità di numeri uno del fumetto italiano quali Silver e Claudio Villa. Insomma, Il Carciofo Nazionale: Non vedo cosa ci sia da ridere fa vedere in realtà un sacco di cose da ridere.

Straordinarie imprese di terra, di cielo e di alcova di Sir Aladdin Gulliver Simbad Munchausen Junior e altre vicende sorprendenti

19.90

Nel 1975, dopo il grande successo di riviste come Métal Hurlant o L’écho des savanes, la casa editrice parigina Vaillant, famosa per il popolarissimo settimanale Pif Gadget, mise insieme il primo numero di una rivista tanto bella quanto sconosciuta. Era intitolata Bazar, e raccoglieva i migliori autori francesi del momento: Jean-Claude Forest, che vi firmava un nuovo episodio di Barbarella, Alexis, Gotlib, Pichard e molti altri. Quel numero fu tirato in sole 150 copie: serviva infatti per un’area test in cui, sfortunatamente, non ebbe successo. Il progetto venne abbandonato e la quasi-inesistente rivista fu dimenticata per più di 40 anni, finché il regista Guillaume Podrovnik le dedicò nel 2016 un servizio sul prestigioso canale culturale franco-tedesco Arte. Anche Alfredo Castelli collaborò a Bazar in qualità di sceneggiatore. In questo volume troverete la breve serie Sir Aladdin Gulliver Simbad Munchausen Junior illustrata da Georges Pichard, che sopravvisse in Francia per un secondo episodio dopo quello del fatale “Numero zero”, e venne brevemente continuata in Italia da Enzo Jannuzzi.